Lo spirito di un giovane ultrasettantenne (di Denis Nicoletto)

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Scorrono a fiumi le parole di Denis, che ha scritto questo articolo con estremo stupore e con grande ammirazione. Vi riporto alcuni punti, il racconto esteso lo potete trovare nel prossimo numero (65) della nostra rivista Parliamo Africa. Grazie Denis!

"Il 15 Agosto 2014 ebbe inizio il nostro campo di conoscenza ed anche la mia avventura in terra d’Africa, nello specifico, presso lo stato della Tanzania, appena al di sotto dell'Equatore. Per me rappresentava la seconda esperienza, dopo il campo del 2013. Si partiva con un nuovo gruppo o meglio con vecchi amici, per fare tesoro di un’altra esperienza!! [...] Ci aspettavano 15 giorni pregni di emozioni, non nutrivo particolari aspettative se non il desiderio di vedere con i miei occhi, il villaggio di “Manda”, dove ci saremmo fermati per sette giorni. [...] Sapevo che sarei rimasto stupito dal silenzio delle lunghe notti, dallo spettacolo offerto dal cielo stellato,  dall'alba, dal tramonto... e dai bambini di Manda. Effettivamente tutto questo l'ho vissuto esattamente come mi era stato descritto... ma quello che porterò con me, oltre a quanto detto, sarà sicuramente la conoscenza di padre Antonio Zanette, missionario della Consolata. 

Non conosco i motivi per i quali questa persona abbia scelto di diventare missionario in terra d'Africa, lasciando il suo paese e i suoi familiari, in provincia di Treviso, si dirà “vocazione”... si certo ma non è solo questo... ciò che mi ha meravigliato ed ancora adesso mi lascia esterrefatto è  la sua voglia di vita e di voler “fare” che traspare in tutte le sue azioni. La carta d'identità di padre Antonio declama tutte le sue settantacinque decadi eppure, un paio di anni fà, quando ne aveva solamente che settanta, nonostante fosse stato sconsigliato dagli altri confratelli missionari, decise di creare una nuova parrocchia, Manda per l'appunto, esaudendo così, il desiderio degli abitanti del villaggio. Alcune persone leggendo queste righe, saranno indotte a pensare che in quello che è stato scritto non vi è nulla di strano, in quanto padre Antonio Zanette è un missionario......e quindi dovrebbe essere il  suo lavoro! Si certamente è il suo lavoro!... ma dobbiamo considerare che padre Antonio è un uomo che porta tutto il carico dei suoi settantacinque anni, è un uomo che ha vissuto in Africa per più di 40 anni, in condizioni non sempre favorevoli.

La voglia di vivere tradotta nel fare: così, secondo il mio parere, possiamo definire padre Antonio. Citiamo qualche esempio di questo “fare”: da solo, in quattro anni, ha costruito la casa dove abita, almeno tre pozzi d'acqua potabile per le comunità da lui seguite, l'aula per la scuola elementare, il suo ampliamento, una chiesa, la casa per le suore, una piccola officina, per non parlare di quello che è stato realizzato  negli altri villaggi.......ora, a settantacinque anni, ha deciso di intraprendere un'altra avventura, realizzare una piccola “clinica” per dare un minimo di assistenza sanitaria. [...] Un giovane di 30 anni, valutando razionalmente le difficoltà, ne sarebbe stato spaventato, tanto da indurlo a rinunciare al progetto o aspettare tempi migliori accampando mille scuse. 

Padre Antonio no! Essendo un uomo religioso, crede, ma non aspetta la Provvidenza.

E' anche un uomo del fare, deve raggiungere il suo scopo e quindi attraverso una donazione è riuscito a raccimolare quei soldi necessari per iniziare i lavori scavando le fondazioni. Un giorno mentre l'osservavo camminare su e giù, con quel suo incedere che trasformava la camminata in un passo di marcia, pensavo..."

Scoprite il seguito nella rivista!

Pendo = Amore (di Daniela Giacomini)

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Il racconto di un incontro speciale tra Daniela e Pendo, una bimba dell'asilo di Manda (Tanzania). L'incontro ha avuto luogo durante il campo di conoscenza in Tanzania, estate 2014.  

"Pendo è una bellissima bimba dell’asilo di Manda. Ha sette anni  e  vive in  un villaggio appartenente ad una   tribù che  proviene  da  molto  lontano, la tribù  dei  Barbaik. Una  tribù  emarginata  che vive  grazie al baratto,  utilizzando   quello  che  producono. Vive  con  la  nonna , non  parla  lo swahili  ma  solo  la  lingua  della  tribù.  Le  suore sono  riuscite a  convincere  la  nonna  a mandarla  a scuola. E’ alta,  magrissima e  molto  timida.   Dopo  due  mesi  di  asilo  inizia  ora   a scambiare  qualche  piccola  parola. Ogni  giorno  per  andare  a  scuola cammina circa 4  ore a  piedi in  mezzo alla  foresta e poi pista di sabbia e  spine. Ai  piedi  un  paio  di  sandaletti fatti in casa.  Vederla  seduta tra i  bimbi  dell’asilo è  stato  molto emozionante. Sicuramente  si  sente  persa,  spaventata,  ma  sono  certa  che  ce  la  farà.  Nell’attività che abbiamo  fatto  a  scuola  con il  colore e le magliette  ha  partecipato  e  ogni  tanto  alzava  gli  occhi  e  mandava  un  timido  sorriso.  Il  suo nome  in  swahili  significa amore. 

Quanto ho sentito il suo nome ed il significato non ho potuto non pensare a..."

A cosa avrà pensato Daniela? Cosa vuole svelarci?

Lo scopriremo nel prossimo numero di Parliamo Africa, n. 65!

Grazie per la tua testimonianza!

Una riflessione da una "muzungu" in Tanzania (di Alessia De Rocco)

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Iniziamo a respirare aria di... nuova edizione della nostra attesissima rivista "Parliamo Africa"!

Sono proprio i contenuti della prossima uscita di cui vi darò, nelle prossime settimane, qualche anticipazione (in accordo con la nostra direttrice Giulia Consonni che ringrazio caramente per la sua totale dedizione e disponibilità! Grazie Giulia!).

Non sapevo da dove partire visto che tutti i contributi che ho letto mi hanno colpita e anche emozionata (il Mal d'Africa esiste ed è sempre latente...) e sono certa piaceranno anche a tutti voi... parto quindi dal primo racconto che ho tra i miei file, scritto dalla nostra Alessia De Rocco.

"Mi trovo sulla strada che collega Iringa a Dar Es Salaam assieme ai miei 10 compagni di viaggio. Un percorso lungo oltre 500 km che segna la fine di un meraviglioso campo di conoscenza in Tanzania. [...] Penso ai momenti che hanno caratterizzato questa esperienza e non riesco a mettere ordine nella mia testa perché sono stati davvero tanti.  Sicuramente ciò che lascia il segno in ognuno di noi è il soggiorno alla missione di Manda dove si concentrano i progetti dell’associazione e dove ogni anno i partecipanti al campo lasciano un pezzo di cuore. Manda è indescrivibile: ti guardi attorno e non c’è nulla eppure ti senti ricco come un sultano arabo. [...]

Rispetto all’anno scorso la missione è cresciuta molto. Padre Antonio Zanette e le suore della Consolata si sono date molto da fare ed ecco che ci troviamo i lavori della chiesa terminati, un nuovo asilo per accogliere più bambini e le fondamenta per l’ambizioso progetto di costruzione di un piccolo ospedale. Spesso mi sono chiesta come è possibile che in questa realtà dove ancora non c’è elettricità, dove sei isolato dal mondo perché non c’è campo telefonico e dove si beve ancora l’acqua grigia del lago, ci siano persone che hanno la forza di credere nel PROGRESSO.

Uno dei momenti più emozionanti della settimana è stato sicuramente la consegna di 5 aratri alla popolazione di un villaggio lontano (almeno 2 ore in jeep dalla missione), abitato da circa 200 persone in cui, oltre a Padre Antonio, nessuno degli abitanti aveva mai visto altro muzungu (bianco)..."

Mi fermo proprio qui, uno stop alla "Beautiful" o prima della pubblicità, per non togliervi il piacere di leggere il seguito di questo racconto che scaturisce dalla penna di Alessia come un fiume in piena e vi attende presto tra le pagine del "Parliamo Africa".

Festa annuale: insieme, per festeggiare 20 anni di solidarietà!

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Come ogni anno, anche quest'anno è arrivata la festa annuale dell'associazione che letteralmente ci travolge per settimane!

Come sempre ci si mette al lavoro, consapevoli però, che quest'anno c'è qualcosa di nuovo... abbiamo raggiunto un "traguardo": i nostri primi vent'anni! Vent'anni di sorrisi e risate insieme, di campi di conoscenza, di emozioni, di tanti progetti, di aiuti, di speranze, di sogni, di sorrisi dei bambini africani, di notizie sorprendentemente belle ma anche di momenti difficili, di perdite importanti di persone a noi care, che hanno lasciato davvero il segno.

E' solo conoscendo quello che sta alle nostre spalle, la nostra storia, la nostra identità, che possiamo guardare avanti, ai prossimi 20 anni! Nel nostro giorno di festa, ieri come oggi, si continua a respirare solidarietà, voglia di condivisione, voglia di raggiungere un nuovo obiettivo, tutti insieme: quest'anno quello di completare la rete elettrica del villaggio di San Marco di Nadene in Etiopia. A questo abbiamo dedicato tutti i nostri (e i vostri) sforzi e la nostra festa! 

Grazie a tutte le persone che hanno dedicato tempo e passione per la buona realizzazione di questo giorno insieme. L'associazione esiste grazie all'aiuto di ciascuno di noi, al nostro cuore che batte a metà qui in Italia e a metà lontano, lontano... in Guinea Bissau, in Etiopia, in Tanzania, in Brasile.

Potrei dire che per affrontare i prossimi 20 anni "abbiamo bisogno di noi"... perché l'associazione è proprio un grande NOI, una grande Nuova Famiglia, che esiste grazie all'apporto insostituibile di ciascuno di noi. 

Un grazie speciale a chi ha lavorato senza tregua, sacrificando un po' (alle volte tanto, alle volte troppo!) di se per dedicarsi a... NOI!

Per vedere alcune foto della festa, da brava "social girl" sapete che faccio? Per vedere le foto vi invito a trovarci nella nostra pagina Facebook.. che potete trovare CLICCANDO QUI! :)

Finalmente online!

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Dopo molta fatica, il nuovo sito web di Nuova Famiglia è finalmente online!

C'è ancora molto da fare, sia chiaro: le sezioni "progetti" ed "aiuti a distanza", ad esempio, contengono per ora solo una piccola parte del materiale che dovrà essere caricato; questo lavoro verrà svolto nei prossimi mesi.

Se ci fosse qualche volontario che volesse aiutarci a recuperare il materiale mancante...non faccia il timido!

Per qualsiasi apprezzamento, consiglio, o critica (costruttiva) riguardante il lavoro fin qui svolto, potete mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Buona visione!

NF website team