Kebrat e i Viaggi della Speranza. Di Elena Coin.

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"Questa sera vi racconterò la storia di Kebrat, una ragazza di 24 anni con i capelli ricci, di un nero che tende al rosso. Giovedì mattina, credendola senza vita, l’hanno adagiata sulla banchina del porto di Lampedusa accanto ai cadaveri, avvolta come un pacco regalo in un foglio di alluminio dorato da cui spuntavano solo le braccia unte di nafta. Aveva la pancia talmente gonfia di acqua e gasolio che, oltre che morta, sembrava incinta..." leggi tutto cliccando QUI.

Ho riletto questo articolo scritto nell'occasione della tragedia di Lampedusa, avvenuta non più di due anni fa e mi chiedo quante Kebrat ci siano tutti i giorni che arrivano lungo le nostre coste. Mi chiedo quante Kebrat invece finiscano nel fondo del nostro mare. Mi chiedo se quest'emergenza umanitaria abbia mai avuto precedenti simili.
I dibattiti si susseguono da mesi; è difficile trovare una soluzione a questo esodo senza fine, ma la mia attenzione ogni volta si sofferma soprattutto sulla possibile "vita di ognuno": di quelle donne, di quei bambini, di quegli uomini che fuggono da un mondo di miseria e guerra per approdare in uno che sperano essere migliore... Immagino le loro storie di vita; immagino che ci siano i buoni ma anche i cattivi tra di loro; immagino che ci siano aspettative ogni volta che quei barconi salpano da laggiù.
Ma poi il viaggio della speranza il più delle volte si trasforma nel viaggio della morte e noi non possiamo che condividere questa disperazione, non possiamo però accettarla.
Fa male vedere tutto questo, ma non ci dobbiamo arrendere! Non possiamo permettere che tutto questo diventi normalità... così mi ritorna in mente una canzone di un po' di anni fa che risulta sempre molto attuale.
 
"Contro tutte le intolleranze
contro chi soffoca le speranze
contro antichi fondamentalismi e nuovi imperialismi
contro la poca memoria della storia..."

Ci sono viaggi che...

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"Ci sono viaggi che finiscono prima di cominciare. Perché tutto ti sembra lontano. Ci sono viaggi da fare da soli. Perché mai nessun altro capirebbe dove vuoi andare. Ci sono viaggi che guardi avanti. Perché se ti voltassi, non faresti un passo in più. Ci sono viaggi che sono solo chilometri. Altri, che ogni chilometro è una conquista. Ci sono viaggi di sola andata. Sono quelli che quando te ne vai, lasci un pezzo di te. Ci sono viaggi che ti porti tutto sulle spalle. E a ogni passo, le ossa ti fanno male. Ci sono viaggi che ti ritrovi in un punto e non sai perché. Altri che ti ritrovi e basta. Ci sono viaggi che ti cambiano. E te ne accorgi solo quando torni, e non ti riconosci. Ci sono viaggi che sono un colpo di spugna. E tutto quello che è stato, non sarà più. Ci sono viaggi che ricominciamo ogni giorno, quando la mattina apriamo gli occhi. Sono gli unici da cui non possiamo mai tornare indietro".

Grazie a Sonia Ferrara per aver trovato questa riflessione sui viaggi e per la sua bellissima foto, di cui è autrice.

Il dono inaspettato: una favola moderna. Di Ivo Babolin.

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IL DONO INASPETTATO

Nell’editoriale di Parliamo Africa n. 1/2014, dal titolo “Il mondo in mi 7.ma, facevo riferimento alle notizie tragiche che ogni giorno leggiamo nei giornali. Con questo breve articolo vorrei trasmettere una buona notizia (considerato che abbiamo appena festeggiato la Santa Pasqua potremo dire una “buona novella”) che riporta fiducia nel prossimo, nelle istituzioni e che ridà slancio alla volontà di rinvigorire la voglia di fare solidarietà. Andiamo con ordine.

Una Signora, nel mese di dicembre 2012, di ritorno da un viaggio, all’aeroporto di Verona ha la sgradita sorpresa di non vedere arrivare il proprio bagaglio. Bagaglio che arriva dopo alcuni giorni, pesantemente manomesso e con all’interno, fra la sorpresa della Sig.ra e del marito, una mazzetta di 10 banconote da 100 USB per un totale di 1.000 USB.

La prima tentazione è quella di metterli in tasca senza dire nulla a nessuno, però il buon senso ha il sopravvento e viene verbalizzata una denuncia ed i soldi vengono lasciati in deposito allo scalo di Verona. Alla Sig.ra viene comunicato che, dopo un anno dalla denuncia, se nessuno avesse sporto reclamo di smarrimento, poteva richiedere di entrare in possesso dell’intera somma.

Il tempo passa, la Sig.ra si dimentica dell’accaduto e tutto va nel dimenticatoio. A fine anno 2014 la Sig.ra, (dott.ssa pediatrica), fa un’esperienza di volontariato in terra d’Etiopia e viene a conoscenza dell’esistenza di Nuova Famiglia. Essendo di origini padovane vuole conoscerci e riporta un’impressione positiva del nostro lavoro, avendo avuto modo di verificare sul posto quanto realizzato dalla nostra ONLUS.

Decide di farsi socia e dopo un po’ si apre un “cassettino” della sua memoria e ritorna a galla il ricordo dei soldi lasciati in deposito allo scalo aeroportuale V. Catullo di Verona. Con poca speranza telefona a Verona ed il caso la fa parlare con un caposcalo che si rivela una persona di un’umanità squisita. Non si può fare il nome ma si può dire che è originario di un’isola bellissima, la Sardegna. Lui dice che è passato troppo tempo dal verbale di denuncia e che i soldi sono stati versati in un conto apposito e la congelati. La Sig.ra informa questo funzionario di far parte di una ONLUS e che questi soldi sarebbero serviti a finanziare la costruzione di una Scuola Materna. Il caposcalo, a questo punto, dice di fare una richiesta scritta, a nome del Presidente della ONLUS, facendo riferimento alla denuncia e specificando la destinazione a cui sarebbe stato destinato il denaro recuperato. Ora attenzione alle date.

11 febbraio 2015 inviamo via mail, all’Aeroporto di Verona, quanto richiestoci e credo superfluo dire che le speranze di un esito positivo erano vane;

16 febbraio 2015 ci arriva notizia che la Direzione dell’Aeroporto di Verona ha deliberato lo svincolo della somma;

19 febbraio 2015 ci viene accreditata nel c.c.b. la somma di € 880,00.

La storia è semplice, quasi una favola moderna. Nelle foto che vedete in questo articolo, due momenti dell'inaugurazione della Scuola Materna di Santo Stefano di Enemore.

Lascio a voi le considerazioni...

 

Ivo Babolin

Suor Woletemichael ci scrive!

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Santa Pasqua 2015

Carissimi amici dell'Associazione Nuova Famiglia,
a nome di tutti i bambini dell'Etiopia auguro a ciascuno di Voi una Buona e Santa Pasqua.
Vi ringrazio molto nel Cristo Risorto per quello che siete e per quello che fate.
Invocando su tutti Voi la benedizine del Signore, Lui vi renda sempre capaci di dono e speranza per molti.
Grazie di cuore per la vostra generosità e carità che si concretizzano in molte opere: gli aiuti a distanza, il campo educatvo, l'assistenza medica e tante altre attività.
Le persone di qui vi sono molto riconoscenti per il bene che hanno ricevuto ed i bambini aiutati sono felici perchè hanno avuto la fortuna di continuare la loro educazione: così potranno diventare persone autonome in grado di guadagnarsi il pane quotidiano.
Una preghiera speciale per tutti Voi nella luce di Cristo Risorto affinchè scenda la Sua benedizione su di voi figli, genitori ed anziani che siete la forza della Famiglia e della Chiesa.
Tanti auguri di Buona Pasqua e Buone Feste.
Vi ricordo con molta riconoscenza.

Suor Woletemichael

Auguri di Buona Pasqua a tutti voi!

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Cari amici,

tantissimi auguri di Buona Pasqua a tutti voi, quest'anno ve li facciamo senza troppe parole, lasciamo parlare la foto di Sonia Ferrara (grazie Sonia) e un estratto di una canzone di De André, qui sotto. Ancora Auguri, di cuore a tutti voi e alle vostre famiglie.

"Guardate il sorriso, guardate il colore
come giocan sul viso di chi cerca l'amore!
Ma lo stesso sorriso, lo stesso colore
dove sono sul viso di chi ha avuto l'amore?"

Fabrizio De Andrè
dalla canzone "Un chimico" 

Auguri di buona Pasqua

 

DIFRET. Un film, una storia vera... etiope!

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Cari amici,

un ringraziamento particolare a Marcello Massaro per averci comunicato un evento molto importante e molto interessante... un film, una storia vera etiope. dettagli proiezione film. Imperdibile! Qui sotto tutti i dettagli, che ho copiato e incollato qui da un articolo che parla del film:

Locandina film DIfret"DIFRET- il coraggio per cambiare, co-prodotto da Angelina Jolie e vincitore di numerosi e prestigiosi Premi internazionali, tra cui il Premio del Pubblico al Sundance Film Festival e il Premio del Pubblico al Festival Internazionale del Cinema di Berlino, narra la storia vera di Hirut, una ragazzina etiope che sfida le leggi della Telefa, il rituale del rapimento a scopo di matrimonio, e di una giovane donna avvocato che l’aiuta a difendersi.

DIFRET – Il coraggio per cambiare è un film importante e coraggioso, che evidenzia il delicato e difficile passaggio dalle consuetudini della tradizione alle garanzie predisposte dalla legge per il rispetto della dignità umana e dei suoi diritti inviolabili.

Come ha sottolineato Angelina Jolie, coproduttrice del film:  “È una storia che dà speranza per il futuro dell’ Etiopia e per tutti gli altri Paesi dove ancora moltissime ragazze crescono senza la protezione della legge e mostra come la tenacia di persone coraggiose sia in grado di risvegliare la coscienza di una società. Tutti  dovrebbero vedere DIFRET perché QUESTO film può provocare un cambiamento“.

Navy Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, in occasione della proiezione speciale di DIFRET – Il coraggio per cambiare al Festival di Locarno, dove il film è stato eletto simbolo della Democrazia Senza Frontiere, ha sottolineato: “Sfidare le tradizioni è importante ma richiede tempo. Anche in Europa avvenivano matrimoni forzati e credo sia possibile anche per i Paesi in Via di Sviluppo e in particolare per l’ Africa, arrivare al rispetto dei diritti umani e dell’individuo. L’importante è la consapevolezza sempre maggiore che le giovani donne oggi hanno e il non volere più tornare indietro”.

Vi aspettiamo in sala a vedere DIFRET – Il coraggio per cambiare, e vi ringraziamo fin da ora di incoraggiarne la visione perché è importante che siano in tanti a vederlo.

Nel frattempo, non dimenticate di visitare la pagina Facebook del film e l’account twitter di Satine

Con la conoscenza e la consapevolezza si può arrivare a un cambiamento."